ADHD e le aree esecutive della corteccia frontale

Che cos’è l’ADHD?

L’ADHD è definito come disturbo da deficit di attenzione e iperattività ed è diagnosticato secondo una di queste tipologie

• Tipo inattentivo
• Tipo iperattivo/impulsivo
• Tipo combinato

La diagnosi di basa sui sintomi che si sono presentati negli ultimi 6 mesi, ma non esiste un test di laboratorio per diagnosticare l’ADHD. La diagnosi prevede infatti la raccolta di informazioni da parte di genitori, insegnanti e altri, attraverso il riempimento di particolari check-list ed una valutazione medica (compresi test della vista e dell’udito) per escludere altre patologie mediche. I sintomi non sono il risultato di deficit od ostilità o incapacità di comprendere un compito o le istruzioni.

Gli scienziati non hanno ancora individuato le cause specifiche dell’ADHD. Ci sono evidenze che aspetti genetici contribuiscano all’ADHD.  Ad esempio, 3 bambini su 4 con l’ADHD hanno un parente con lo stesso disordine. Altri fattori che sembra potrebbero contribuire allo sviluppo dell’ADHD sono: la nascita prematura, danni neurologici e la madre che fuma, beve o attraversa uno stress intenso durante la gravidanza.

Dal punto di vista delle neuroscienze, l’ADHD è un disordine dovuto ad alterazioni funzionali (non strutturali) di specifiche regioni del Sistema Nervoso Centrale (SNC), in particolare dei gruppi di neuroni coinvolti nei processi di inibizione e autocontrollo (corteccia prefrontale e gangli basali); tale disturbo neurobiologico si manifesta nell’alterazione dell’elaborazione delle risposte agli stimoli esterni.

Le funzioni esecutive della corteccia frontale

Il colore rosso indica una MINORE ATTIVAZIONE, ovvero una prevalenza di tracciato theta anziché beta o gamma nell’EEG

La corteccia frontale non si occupa di elaborare primariamente le informazioni provenienti dai recettori sensoriali, ma regola le FUNZIONI ESECUTIVE ossia quelle capacità tipicamente umane di manipolare e riorganizzare le informazioni per risolvere problemi e migliorare la risposta adattiva agli stimoli ambientali.

L’ADHD non è un disturbo dell’attenzione, ma dell’autoregolazione (anche se comporta di conseguenza un deficit di attenzione).

Vanno considerate 6 abilità mentali fondamentali che nell’ADHD sono compromesse (funzioni esecutive della corteccia prefrontale).

  1. Consapevolezza di sé
  2. Inibizione
  3. Memoria di lavoro
  4. Auto-motivazione
  5. Regolazione delle emozioni
  6. Pianificazione e problemsolving
Di seguito esamineremo una ad una le 6 funzioni compromesse con alcuni consigli utili, principalmente per gli insegnanti ed educatori,  su come affrontare le conseguenti difficoltà.

Consapevolezza di sé

L’ADHD interferisce con la consapevolezza di sé e delle proprie azioni. Occorre allenare i ragazzi ad essere più consapevoli di quello che fanno: ad esempio possiamo fermarli e chiedergli di descrivere ciò che stanno facendo. È possibile anche filmarli (attenzione alla privacy), soprattutto quando si comportano bene,  e mostrare loro il video. (Videotape self-modeling). Questa tecnica è già usata con successo nello spettro dell’autismo. Si può anche riempire una tabella indicando 5-6 comportamenti di cui volete che siano consapevoli, e dare loro la possibilità di auto-valutarsi alla fine di ogni lezione attribuendosi un punteggio.

Inibizione

L’inibizioneè la capacità di fermarsi e pensare prima di agire, ovvero la capacità della parte anteriore del cervello di mediare la risposta (altrimenti “im-mediata”) del sistema motorio alla stimolazione sensoriale. Si possono concordare delle tecniche per “fermarsi”, ignote agli altri compagni di classe, ad esempio utilizzando una graffetta, il picchiettio di un dito…ovviamente lo studente deve essere collaborativo, cosa che non sempre accade.Oppure si possono utilizzare delle parole magiche, come ad esempio “tartaruga”. Quando dico “tartaruga” lo studente si comporta come una tartaruga, si deve sedere a braccia e gambe rannicchiate e deve iniziare a guardarsi attorno (più adatto alla scuola primaria).

La memoria di lavoro (MdL)

La memoria di lavoro è una funzione esecutiva del cervello frontale che permette di mantenere “pronte” alcune informazioni rilevanti per il compito che sto svolgendo.  Ti ricorda:

  • Che cosa stai facendo
  • Quali step devi affrontare
  • Se li stai facendo
I ragazzi ADHD non riescono a tenere in mente le cose che devono fare, e quindi fanno letteralmente quello che gli capita. La MdL trattiene una RAPPRESENTAZIONE MENTALE che gli ADHD non sono in grado di avere né di mantenere. Con un ADHD le rappresentazioni mentali NON FUNZIONANO. Inutile usarle. Ecco perché durante le verifiche, anche con lo schema stampato davanti, spesso hanno difficoltà a trovare la risposta giusta. Occorre quindi utilizzare strumenti che “scarichino” su un dispositivo fisico la loro MdL. È stato dimostrato che supporti tecnologici come memo vocali e applicazioni dei tablet non funzionano, perché non vengono usate o vengono comunque smarrite.

La carta è sempre migliore.

Strumenti potenzialmente utili: carte (es. da gioco), liste su fogli di carta, segnali, qualsiasi cosa che abbia una consistenza fisica che li aiuti a ricordare quello che deve essere fatto. Occorre registrare quindi le informazioni da qualche parte, in un luogo fisico che sia di supporto (sostitutivo) alla rappresentazione mentale che non sono in grado di creare.

Auto-motivazione

Quando fanno qualcosa di bello (film, videogiochi, attività di loro interesse) non hanno problemi di alcun tipo, a dimostrazione che l’ADHD non è un deficit primariamente attentivo. Di fronte ad un compito noioso (per loro, ma anche per i compagni) non sono in grado di motivarsi a svolgerlo. I compagni fanno un sacco di cose che non vorrebbero fare, motivandole con una soddisfazione futura (voto, gratificazione dei genitori…).  I ragazzi ADHD si rifiutano di fare perché non sono in grado di motivarsi, di orientare l’azione al raggiungimento di un obiettivo, e in questo NON HANNO SCELTA, semplicemente NON CE LA FANNO. Per dare loro una motivazione occorre utilizzare qualcosa di REALE, di concreto, dei premi fisici che li motivino a fare cose che altrimenti non sono in grado di motivarsi a fare. Se l’ambiente non fornisce (spontaneamente o meno) dei rinforzi, il comportamento non accade.

Esempio di premi:

  • Uscire per una corsetta all’aperto
  • Prendere una cioccolata o un dolcetto
  • Utilizzare particolare strumentazione nei laboratori, etc…

Regolazione delle emozioni

Gli ADHD non riescono ad inibire forti emozioni, o comunque non a lungo. Non riescono a moderarle.  Spesso le emozioni sono troppo forti ed inappropriate. Occorre trovare un sistema per renderli più consapevoli e per inibire le emozioni eccessive (Terapia Razionale Emotiva, filastrocche…). Se ciò non risultasse efficace, si può prevedere un angolo tranquillo dove possono calmarsi da soli ed esprimere le emozioni liberamente (buttare fuori, sbollire). Anche in questo caso può essere molto utile filmarli per 20-30 secondi e poi mostrare loro come sono stati “bravi” a calmarsi. Questo allena parallelamente anche la prima funzione esecutiva che abbiamo visto, ovvero la consapevolezza di sé

Pianificazione e problem-solving

I ragazzi ADHD hanno difficoltà anche a manipolare le poche informazioni che riescono a trattenere nella MdL I cuccioli umani impiegano più di 10-12 anni per sviluppare il sistema nervoso centrale, a differenza degli altri animali. Durante questi anni, attraverso il gioco mentale coordinano le funzioni motorie con lo sviluppo delle abilità strategiche e di rappresentazione mentale astratta. Occorre sfruttare questo stesso principio di “apprendimento” attraverso il gioco. Quando c’è un problema di matematica bisogna renderlo più fisico che mentale, utilizzando ad esempio:

  • Biglie
  • Tavole numeriche
  • Abaco
  • Calcolatrice

Un compito affrontato in modo solo mentale sarà probabilmente fallito.

In sintesi

L’ADHD è un disturbo neurologico dello sviluppo e va inteso come una vera e propria disabilità. Il principio fondamentale da utilizzare è quello che già spontaneamente utilizziamo con qualsiasi tipo di disabilità, ovvero la COMPASSIONE, il non-giudizio, anche laddove è molto facile perdere la pazienza (sia per gli insegnanti, sia per i compagni).

Per altre forme di disabilità si costruiscono rampe, si prevedono agevolazioni di vario genere. Questo non toglie valore a nessuno, non rende meno importante una persona, anzi le fornisce strumenti e strategie alternative in un percorso di vita già difficoltoso.