La Depressione, un fenomeno in aumento.

Depressione. Una semplice parola che si presenta in continuazione in qualsiasi canale informativo, talvolta in modo anche improprio, forse per il solo semplice fatto che va sempre bene: è un fenomeno dai contorni non ben delineati, confusi, che calza a pennello quando non si sa a chi imputare uno stato di malessere; un pò come il buco dell’ozono: piove troppo? Colpa del buco dell’ozono. Fa troppo caldo? Buco dell’ozono. Ci sono gli uragani? Sempre colpa sua. Seguendo la similitudine con la depressione, anche nel caso del buco dell’ozono, se i fenomeni fossero visti in più ampia scala, ci si accorgerebbe che il famoso buco è una parte del problema. Un problema che ha avuto degli antecedenti, delle concause, delle conseguenze e dei fattori di mantenimento.

L’anno 2017 è stato l’anno in cui l’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) ha messo al centro del dibattito proprio la depressione, andandola ad indagare su un piano di percentuali. Vediamo in questo report come i casi siano notevolmente aumentati negli ultimi 10 anni (un aumento pari a circa il 20%) andando ad influire negativamente sia sulla spesa medica ( il 4,3% della spesa sanitaria globale è rappresentato solo dalla depressione) sia in termini di perdita economica (uno studio del 2011, stimava una perdita di 16.300 milioni di dollari tra il 2011 ed il 2030).

Riprendendo la similitudine con il buco dell’ozono, precedentemente menzionato, vediamo come la depressione, come qualsiasi altro disturbo della sfera psico-fisica, non è un’isola, non è cioè non collegata con altri problemi/patologie. Il problema del buco dell’ozono trova parte della causa nell’inquinamento, che gioca a sua volta un ruolo chiave nel riscaldamento terrestre, a sua volta influenzato dal buco dell’ozono. Da non sottovalutare sono altre variabili extraterrestri (cioè variabili che riguardano le condizioni chimico-fisiche di altri pianeti), che magari possono giocare un ruolo nella traiettoria evolutiva del problema.

In ugual misura, cercare di definire la depressione senza considerare tutto ciò che ruota intorno a questo fenomeno potrebbe essere fuorviante. Così come per far l’analisi logica di una parte della frase abbiamo bisogno dell’intera frase da cui essa proviene, per definire la depressione abbiamo bisogno della persona, dei suoi vissuti, del suo presente e del suo futuro.

Definire il problema è il punto di partenza per affrontarlo, non il punto di arrivo. Arrivare ad un chiaro quadro di ciò che ha portato ad una situazione di sofferenza sarà il primo passo per un cammino, non sempre e necessariamente lungo e costoso, per una risoluzione efficace e duratura dei sintomi.

Fonti

  • www.epicentro.iss.it/temi/mentale/aggiornamenti.asp
  • www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&id=2448
  • Bloom, D.E., Cafiero, E.T., Jané-Llopis, E., Abrahams-Gessel, S., Bloom, L.R., Fathima, S., Feigl,A.B., Gaziano, T., Mowafi, M., Pandya, A., Prettner, K., Rosenberg, L., Seligman, B., Stein, A.Z., & Weinstein, C. (2011).The Global Economic Burden of Noncommunicable Diseases. Geneva: World Economic Forum.