Quanti cervelli abbiamo? Destra e Sinistra

Se tralasciamo qui la suggestiva intuizione dei tempi recenti che vorrebbe paragonare l’intestino ad un secondo cervello e ci concentriamo invece su quello che nei libri di anatomia viene propriamente definito come Encefalo, possiamo affermare con un certo grado di sicurezza che il cervello è soltanto uno, quello contenuto nella scatola cranica e che è separato dal midollo spinale da un piano immaginario convenzionalmente posto al di sotto della decussazione delle piramidi (grazie Wikipedia!).

Della macrostruttura dell’encefalo si conosce quasi tutto da decenni, per non dire secoli. La microstruttura e la funzionalità d’altro canto sono estremamente complesse, e anche se gli studi di neuroimmagine hanno contribuito in maniera decisiva ad aumentarne la conoscenza, molti sono ancora i misteri irrisolti sulla comunicazione tra le varie aree cerebrali e tra le cellule non neuronali. Ma veniamo al titolo: quanti cervelli abbiamo? Le risposte sono diverse, a seconda del punto di vista da cui osserviamo.

Il cervello destro e il cervello sinistro

Immaginiamo di avere a disposizione un manichino esattamente identico ad un essere umano e di voler esaminare il contenuto della testa. Sotto all’osso del cranio, una volta tolto un tessuto protettivo formato da tre membrane, ci imbatteremmo in una struttura di poco meno di 1 kg e mezzo, suddivisa in due aree simmetriche denominate emisferi la cui superficie è costituita da numerose circonvoluzioni, come mostra l’immagine a lato. Questa struttura è detta Telencefalo. Alla sua base troviamo esternamente una struttura più piccola chiamata Cervelletto, in corrispondenza della nuca. Non parleremo del cervelletto in questo articolo, ci accontenteremo di sapere che tra le sue funzioni più conosciute troviamo l’equilibrio posturale, la coordinazione motoria ed alcuni aspetti cognitivi legati all’attenzione e all’apprendimento.

La prima possibile risposta alla domanda “Quanti cervelli abbiamo?” è quindi DUE (tre se contiamo il cervelletto). Comunemente nei siti web e nei libri divulgativi sentiamo parlare di emisfero destro e di emisfero sinistro, e delle incredibili differenze tra i due. In questo senso, come possiamo affermare di avere due occhi, due narici, due mani e due gambe, è altrettanto possibile dire che abbiamo appunto due cervelli: uno destro ed uno sinistro che, certo, comunicano tra loro, ma in alcuni casi sottendono a funzioni diverse se non addirittura opposte. Il cervello sinistro codifica la maggior parte delle informazioni verbali sia legate alla comprensione che alla produzione del linguaggio, è implicato nell’apprendimento dell’aritmetica, percepisce ed elabora le informazioni in modo analitico. Il cervello destro è invece abituato a processare le informazioni in modo sintetico, con una visione globale, e predilige i compiti di orientamento nello spazio. In un certo senso è più sensibile alle informazioni fisiche dell’ambiente a 360°, laddove invece il sinistro, soprattutto nella zona fronte-temporale, tende ad essere più deputato ad operazioni astratte. Quando impariamo le tabelline, quando ascoltiamo una conversazione, quando stiliamo un preventivo, quando portiamo alla memoria categorie simboliche come il concetto di “gatto” stiamo attivando maggiormente le regioni frontali e temporali dell’emisfero sinistro. Il destro continua a funzionare per raccogliere informazioni sensoriali ed ambientali, ma l’attivazione è prevalentemente a sinistra. Quando invece ascoltiamo per la prima volta una canzone strumentale, oppure quando dipingiamo o ci immergiamo in un tramonto, si attiva l’emisfero destro. Entrambi gli emisferi codificano contemporaneamente le informazioni provenienti dai sensi ed inviano ai muscoli i comandi motori. Inoltre si scambiano informazioni attraverso il corpo calloso, un insieme di fasci al centro tra i due emisferi.

Concludiamo questa prima parte di viaggio alla scoperta del cervello con questo video pazzesco di 18 minuti (in inglese, sottotitolato in italiano) in cui una neuroscienziata racconta cos’ha provato quando il suo cervello sinistro si è spento a causa di un ictus, lasciando attivo soltanto il destro, fino al ricovero in ospedale e alla riabilitazione durata mesi e mesi.