Musica e cervello: una stimolazione senza uguali

Precedentemente abbiamo visto come la musica, in particolare la musicoterapia, possa avere degli effetti benefici in persone anziane con decadimento cognitivo, per migliorarne la loro cognizione e tono dell’umore! (clicca Qui, per visualizzare l’articolo precedente).
Oggi invece vorrei parlarti un po’ più in generale di come la musica influenzi il nostro sistema cognitivo sia attraverso il suo semplice ascolto che nella sua pratica!

Sembra strano come alle volte dei semplici strumenti fatti di corde e piatti possano creare una vera e propria dimensione in cui la nostra mente possa rifugirsi. Una dimensione parallela in cui possiamo sentirci confortati, concentrati, in cui possiamo riassaporare vecchie emozioni o viverne delle nuove. Ma come mai il nostro legame con la musica è così forte? Come agisce nello specifico sulla nostra mente, e cos’altro può fare?

Per rispondere a tutte queste domande non basterebbe un libro, difatti dovete sapere che esiste un’intera branca della scienza che cerca di rispondere a tutte queste domande e più: la  Neuromusicologia.

Oggi vorrei provare a darti qualche utile informazione che magari potresti utilizzare per comprendere questa estatica interazione, e qualche piccolo consiglio su come usare la musica per migliorare il tuo benessere quotidiano e la tua performance lavorativa!

Musica e sistema cognitivo

L’ascolto della musica è in grado di influenzare diverse risposte fisiologiche nel nostro corpo e in particolorare si è riscontrato come essa attivi diverse aree del nostro cervello.

Nello specifico, l’ascolto musicale, non coinvolge solo le aree del nostro sistema uditivo ma attiva diverse reti neurali. In uno studio pubblicato sulla nota rivista scientifica NeuroImage, il team di ricerca guidato dal Dr. Vinoo Alluri dell’università dello Jyväskylä (Fillandia), ha registrato

tramite fMRI (risonananza magnetica funzionale, possiamo definirla come una “macchina fotografica” in grado di mostrare l’attiva cerebrale) come il nostro cervello si attivavi durante l’ascolto di un tango!
L’analisi dei dati ha rilevato che l’ascolto della musica, in particolare la sua valenza emozionale e ritmica, attivi le regioni motorie del nostro cervello andando a supportare l’idea che la musica e il movimento sono derettamente interconnesse; il sistema limbico e paralimbico, aree associate alle emozioni; e delle particolari reti neurali associate alla creatività!

Secondo alcuni ricercatori (Gaab 2005, Von Georgi et al. 2006), l’ascolto musicale è in grado di stimolare adeguatamente anche le aree corticali e sub-corticali dell’emisfero destro, responsabile della capacità olistica, connesse in modo diretto al sentimento e alla motivazione.

 

Musica e Biologia

Quindi ricapitolando, l’ascolto della musica permette l’attivazione di diverse aree del nostro cervello, ma allo stesso tempo è stato riscontrato che genera anche delle attivazioni/modificazioni a livello biologico!
Come molti amanti della musica già sanno, l’ascolto della musica può aiutare a migliorare il tono dell’umore tramite l’aumento del neurotrasmettitore Dopamina (comumente chiamato ormone della “felicità”, lo stesso che viene prodotto quando mangiamo la cioccolata)  e dei livelli dell’ormone Ossitocina (l’ormone “dell’Amore”). L’ascolto musicale aiuta a ridurre anche lo stress pecepito tramite la diminuzione dei livelli di cortisolo. Per questo quando vi sentite stressati o emotivamente instabili l’ascolto della musica può essere di benefico, in quanto vi permette di aiutare il vostro corpo a regolare i livelli di questi ormoni.

L’ascolto della musica ha anche delle influenze a livello della percezione del dolore, questo dato è supportato dal fatto che l’ascolto musicale agisce su una parte del cervello, il Nucleo Accumbens, che è la stessa su cui agisce la morfina (Jeffries, Neuroreport 2003). In più, l’ascolto attivo della musica (cioè quando vi prestiamo diretta attenzione) può favorire la regolazione di ACTH (ormone legato alla produzione di cortisolo) e della prolattina, ormone coinvolto nella stimolazione della lattazione in donne incinte!

 

Consigli per l’uso!

Il mio consiglio per questa settimana è quindi quello di creare degli spazi nella vostra settimana in cui possiate sedervi su un comodo divano o sdraiarvi sul letto e semplicemente ascoltare della musica. Esplorando nuovi brani, generi e ritmi! Poi se avete la possibilità di ascoltare dei concerti dal vivo, meglio ancora! Sappiate che andare a sentire concerti almeno una volta ogni 2/3mesi aiuta ad incrementare la vostra riserva cognitiva! Che scopriremo più avanti cosa sia! 😉

Anthony

 

BIBLIOGRAFIA

Csikszentmihalyi, M., (1990). “Flow: The Psychology of Optimal Experience.” New York: Harper and Row.

Evers, S., & Suhr, B. (2000). Changes of the neurotransmitter serotonin but not of hormones during short time music perception. European archives of psychiatry and clinical neuroscience250(3), 144-147.

Franco, F., Swaine, J. S., Israni, S., Zaborowska, K. A., Kaloko, F., Kesavarajan, I., & Majek, J. A. (2014). Affect-matching music improves cognitive performance in adults and young children for both positive and negative emotions. Psychology of Music42(6), 869-887.

Ferrari , Carlotti S, Addessi A., Pachet F. (2004). “Suonare con il Continuator è un esperienza ottimale?”. In M. Biasutti, “Proceedings if International Symposium on Psychology and Music Education”, Padova.

Gaab, N., Tallal, P., Kim, H., Lakshminarayanan, K., Archie, J. J., Glover, G. H., & Gabrieli, J. D. E. (2005). Neural correlates of rapid spectrotemporal processing in musicians and nonmusicians. Annals of the New York Academy of Sciences1060(1), 82-88.

Lesiuk, T. (2005). The effect of music listening on work performance. Psychology of music33(2), 173-191.

Vinoo Alluri, Petri Toiviainen, Iiro P. Jääskeläinen, Enrico Glerean, Mikko Sams, Elvira Brattico. Large-scale brain networks emerge from dynamic processing of musical timbre, key and rhythm. NeuroImage, 2011; DOI: 10.1016/j.neuroimage.2011.11.019

Von Georgi, R., Grant, P., von Georgi, S., & Gebhardt, S. (2006). Personality, emotion and the use of music in everyday life: Measurement, theory and neurophysiological aspects of a missing link. Tönning, Lübeck, Marburg: Der Andere Verlag.