Non chiamatela “noia” – parte 2

Come abbiamo avuto modo di vedere nell’articolo precedente l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha suggerito di limitare l’uso della tecnologia ai minori, per migliorare il loro benessere psicofisico.

Come mai questo limite?
Non occorre far ricerche approfondite in database riservati agli specialisti per avere la risposta, basterebbe solamente andare a farsi un giro: spesso e volentieri i bambini vengono “sedati” con lo smartphone, per evitare che corrano, che vogliano attirare troppo l’attenzione o per placare vari capricci (che magari son volti, appunto, ad attirare l’attenzione?); oltre a ciò, spesso il principale pensiero del genitore medio quando finiscono le scuole è:” e ora come faccio a riempirgli le giornate? Poi si annoia…”; la stessa cosa vale per tutti i momenti “non scolastici”.

A tal riguardo le precisazioni da fare son due:
– è importante che il bambino sia occupato – non a caso la Montessori (per un approfondimento) affermava che il bambino felice è il bambino impegnato – ma è anche importante sapere che il bambino deve imparare ad occuparsi (“occupare se stesso”) da solo e il genitore glielo deve insegnare, così come gli ha insegnato a camminare, a parlare, ad andare in bagno. Il compito del genitore non è riempire l’agenda del bambino con le mille cose da fare o fargli da animatore quando è a casa, ma insegnargli ad auto-stimolare la propria curiosità, ad impegnarsi in una ricerca creativa delle cose da fare. Molti potrebbero obiettare che “non hanno tempo” o “non hanno pazienza” e ciò è comprensibile, ma immagino sia stato difficile anche lo “spannolinamento” e anche l’insegnare a camminare ma, usando la metafora del camminare, lo si è fatto e si è anche insegnato al piccolo che non si può sempre andare dove si vorrebbe e nemmeno che si può sempre correre ovunque. La stessa logica dovrebbe essere usata nel riempire il tempo. Dar loro uno smartphone tampona una necessità che prima o poi dovrà essere soddisfatta: imparare a tenersi attivi, abilità sfruttabile lungo tutto il corso della vita.

– Se è importante insegnare a tenersi attivi, è altrettanto importante, se non di più, annoiarsi. Annoiarsi vuol dire sentire la necessità di essere operativi, è una spinta alla crescita analoga al desiderio del bambino di avere un oggetto: il bambino vuole un gioco distante, ciò lo porterà a piangere e a sentirsi frustrato perchè non riesce a raggiungerlo. Se lo si lascerà piangere e sperimentare la frustrazione, supportandolo ed incoraggiandolo, lui pian piano inizierà a gattonare o a camminare. Se l’adulto gli desse subito il gioco desiderato, il bambino non imparerebbe a percepire il proprio stato emotivo, a gestire la frustrazione e ad impegnarsi per ridurla mettendo in essere dei comportamenti e abilità nuovi. Vale la stessa cosa anche per la noia. Dare al bambino “la pappa pronta” delle cose da fare è più facile, così come è più facile dare il gioco al minimo accenno di pianto, ma andremo solo a ritardare lo sviluppo di un’abilità. Il bambino annoiato esperirà la frustrazione di non aver nulla da fare, ciò lo porterà a ricercare nell’ambiente gli stimoli giusti per soddisfare la propria mancanza. Il genitore dovrà supportarlo nella gestione del malessere, così come lo supportò quando cadeva nei primi passi, e orientarlo nell’ambiente, magari suggerendo attività che il bambino potrà autonomamente sviluppare.

La noia offre al bambino la possibilità di osservare l’ambiente, di analizzarlo e dare un valore ai vari oggetti, scegliendo ciò che piace, così come offre la possibilità di rendersi autonomi sviluppando anche un pensiero creativo, che va oltre gli schemi delle attività pre-stabilite.

Non guardiamo, quindi, la noia come un elemento negativo, da bannare, ma come un’opportunità. I comportamenti non piacevoli che ad essa si accompagnano non sono negativi, ma son sintomo che sta nascendo qualcosa, che una nuova abilità sta per emergere, come il gonfiore della gengiva che nasconde il sè un nuovo dentino.

Accogliete con gioia la frustrazione perchè è sintomo che il vostro bambino sta diventando grande e a voi sta il compito di incoraggiarlo, supportarlo e guidarlo, nello stesso modo in cui lo incoraggierete, lo supporterete e lo guiderete nel corso del suo percorso verso l’età adulta.

“In principio, dunque, era la noia, volgarmente chiamata caos. Iddio, annoiatosi della noia, creò la terra, il cielo, l’acqua, gli animali, le piante, Adamo ed Eva; i quali ultimi, annoiandosi a loro volta del paradiso, mangiarono il frutto proibito. Iddio si annoiò di loro e li cacciò dall’Eden.”
(Alberto Moravia)

https://www.blitzquotidiano.it/scienza-e-tecnologia/
https://www.ilmattino.it/salute_e_benessere/smartphone_bambini_rischi_salute_miopia-4651178.html
https://www.corriere.it/salute/pediatria/19_aprile_25/nuove-linee-guida-oms-niente-schermi-bambini-sotto-2-anni-38b5c7f4-6758-11e9-8203-29c9f9600fd8.shtml?refresh_ce-cp
https://www.who.int/news-room/detail/24-04-2019-to-grow-up-healthy-children-need-to-sit-less-and-play-more
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/07/16/smartphone-la-dipendenza-dei-figli-e-colpa-dei-genitori/5324543/
https://www.huffingtonpost.it/2016/06/15/noia-bambini-creativita-psicologi_n_10475528.html
https://www.quimamme.it/attualita/oms-bimbi-sotto-5-anni/
https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=73400
https://www.ausleisure.com.au/news/world-health-organisation-promotes-physical-activity-action-plan-at-national-sports-convention/