Sarà mica tutto inutile? – Covid19

Periodi difficili questi cari amici, ma non disperiamo!
Epidemie come questa richiedono sforzi da parte di tutti, ma quando il contributo maggiore che possiamo dare è non fare nulla e rimanere chiusi in casa è comprensibile che possa essere frustrante e sembrare inutile… ed ecco la nostra fatica! Ma stringiamo i denti e cerchiamo di capire che quel poco che possiamo fare ha un’enorme utilità!

Non affanniamoci e non ricerchiamo un eccesso di prevenzione inutile, non saccheggiamo i supermercati e le farmacie. Rallentiamo e scaliamo marcia.In questo periodo se ne sentono un po’ di tutti i colori, ecco un piccolo approfondimento su ciò che veramente possiamo fare, oltre alle LINEE GUIDA che già tutti conosciamo e dobbiamo tenere presente.Un articolo targato Sprint Studio diviso in due parti: nella prima parleremo di gel disinfettanti e mascherine, la loro utilità e il loro utilizzo. Nella seconda parte parleremo di bufale e daremo qualche consiglio e chiarimento, lasciando spazio alle previsioni future. Buona lettura!

“DAI LA CERA, TOGLI LA CERA”

(da: “Karate Kid”. Il maestro Miyagi sull’uso dei gel per le mani)

Dopo il saccheggio di gel per mani e salviette disinfettanti e/o igienizzanti mi sento di dire che è importante la disinfezione, ma la cosa principale è il lavaggio delle mani e avendo cura di non toccarsi occhi , naso e bocca.
È riconosciuta l’efficacia contro il virus di alcuni disinfettanti facilmente reperibili in commercio e cioè con almeno il 60% di concentrazione di alcol.
I dati in nostro possesso si rifanno anche ad altri virus della stessa famiglia (SARS, MERS e umani endemici HCoV) e secondo l’analisi anche di questi dati risulta che il virus può persistere su superfici inerti come metallo, vetro o plastica per un massimo di 9 giorni ma che facilmente si inattivano con soluzioni di etanolo (62-71%), perossido di idrogeno (0,5%), ipoclorito di sodio (0,1%). Meno efficaci il banzalconio cloruro (0,05%-0,2%) e la clorexidina digluconato (0,02%).

La trasmissione da superficie ad umano è rara ma cerchiamo OVVIAMENTE che non ci sia presenza di virus sulle superfici tramite lavaggio e disinfezione, ma attenzione, la persistenza del patogeno sulle superfici è una condizione necessaria ma non sufficiente per il contagio: dipende dalla carica infettiva e dal tipo di condizioni in cui si trova, come calore, umidità e presenza di altre sostanze organiche (banalmente, anche se sono presenti secrezioni umide).
Comunque è buona norma pulire, lavare e disinfettare le superfici della casa e del nostro ufficio o luogo di lavoro…che in questo periodo di smart working possono coincidere!
È importante l’ordine in cui riporto le azioni: prima pulire ed eliminare lo sporco particolato, poi lavare e solo alla fine disinfettare, altrimenti si andrebbe a ridurre la carica del disinfettante.

“È HARVEY L’EROE, LI HA MESSI IN GABBIA, SENZA INDOSSARE UNA MASCHERA”

(da “Il cavaliere oscuro”, Bruce Wayne sull’uso delle mascherine)

Altra corsa all’oro è quella delle mascherine! In questi giorni molta gente le chiede e molta gente in autonomia se le produce anche con materiali reperiti a casa, dentro un cassetto magari. Quando sono veramente utili? Come vanno usate? Che tipi di mascherine ci sono?

Ad esclusione degli operatori sanitari, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) segnala che l’uso di mascherine da parte di persone sane a scopo preventivo non è raccomandato poiché è una pratica non sostenuta da prove di efficacia, non tutte sono previste per filtrare virus e se non sono associate ad una buona pratica di igiene e gestione sono praticamente inutili. La paura del virus ha creato allarmismo portando ad un uso ingiustificato di questi dispositivi con un picco di richieste che mette in difficoltà tutti i canali distributivi.
L’utilizzo è infatti raccomandato in caso di presenza di sintomi febbrili o respiratori, per ridurre il rischio di contagio delle persone immediatamente vicine o per persone che gestiscono un caso sospetto.
Ricordo che: più mascherine sovrapposte non aumentano l’efficacia, lasciare eccessivo spazio o non far aderire la mascherina al viso la rende pressoché inutile, farsi mascherine con materiali di fortuna (fra cui anche bustine di plastica come ho visto fare) non dà protezione e dà di contro una falsa sicurezza!
Le mascherine vanno indossate e maneggiate con cura, dopo aver lavato le mani, nello specifico inoltre si raccomanda di:
– mettere la mascherina davanti naso e bocca con il minor spazio possibile fra viso e maschera
– non toccare la mascherina
– togliere la mascherina senza toccarla davanti
– cambiare la mascherina con una pulita e non riutilizzarla
L’OMS stessa ha rilasciato un video su come gestire questo DPI(Dispositivi di Protezione Individuale):  

Ci sono vari tipi di mascherine: dalle più semplici alle più complesse ed efficaci, vediamone una breve panoramica.
Quelle igieniche, non riportano marchio CE e hanno la notazione di non proteggere le vie respiratorie: servono nelle mense, nelle cucine, nella gestione di prodotti alimentari industriali.
Poi ci sono i veri e propri DPI, a partire dalle mascherine chirurgiche e poi i respiratori.
Le mascherine si dividono in dispositivi di tipo I, IR, II, IIR, in base a al potere crescente di filtrazione (98% per IIR), proteggono da schizzi e secrezioni respiratorie, ma non al vero e proprio aerosol virale, si inumidiscono facilmente e vanno cambiate ogni 2-3 ore. Lasciano comunque un po’ di spazi fra viso e maschera.

Ci sono poi i respiratori che sono gli unici DPI che danno una certa sicurezza di protezione anche dai virus, ma oltre a costare, sono scomodi e richiedono esperienza. Si dividono in base all’efficacia filtrante, la quale viene indicata dalla sigla FF seguita da P1, P2, P3.
Queste ultime non servono al personale non addetto, non chiediamole e non cerchiamole, potremmo sottrarle a chi ne ha bisogno e comunque appesantiremmo ulteriormente i canali distributivi e produttivi. Usiamo le mascherine base e usiamole se sospettiamo di essere malati o ci prendiamo cura di un ammalato.

 

Fatta un po’ di chiarezza, ci rivediamo presto al prossimo articolo con la seconda parte!